Alberi monumentali: troppe leggi e poca tutela

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Major Oak, villaggio di Edwinstowe, Foresta di Sherwood, Nottinghamshire, Inghilterra (wikipedia)

Le norme per la tutela degli alberi monumentali sono molte e molto articolate. Peccato che i provvedimenti di attuazione segnino il passo oramai da parecchio tempo.

Le leggi regionali sono decide, tutte facenti riferimento a due leggi nazionali, ma le autorità competenti per i controlli, sia regionali che statali, sono  sostanzialmente ferme al palo.

Il  primo censimento degli alberi monumentali in Italia è stato portato a termine dal Corpo Forestale dello Stato circa 30 anni fa, nel 1982.

Secondo il censimento, 22mila erano gli alberi monumentali di particolare interesse, di cui 2000 di grande interesse e solamente 150 di eccezionale valore. Il censimento effettuato rendeva possibile la tutela di questo grande patrimonio, ma la tutela era in realtà affidata principalmente alla sensibilità dei proprietari dei terreni in cui erano localizzati gli alberi monumentali di interesse nazionale e a quella degli operatori forestali.

Sanzioni successive alla distruzione, come previsto dal Codice Penale, per deturpazione o distruzione di bellezze naturali è stata lasciata a casi particolari anche perché gli alberi monumentali si trovano in larga parte in zone sottoposte a speciali vincoli.

Nel momento in cui la tutela degli alberi monumentali è stata passata alle singole regioni,  di fatto sono previste solo sanzioni pecuniarie poiché la normativa regionale può imporre solo sanzioni di tipo amministrativo e non penale.

Successivamente è stata demandata alle Regioni anche la compilazione delle liste riguardanti gli alberi di interesse monumentale, e se in alcune regioni c’è stato un notevole avanzamento, in altre regioni invece al momento la situazione è un nulla di fatto.

Dopo oltre tre anni di adempienza da parte di alcune regioni, solo poche delle quali avevano stilato apposita lista, è stato approvato, ed entrerà in vigore il 16 febbraio 2013, un disegno di legge in merito alla tutela di questo patrimonio naturalistico di interesse nazionale, accumunato alle grandi opere storiche ed artistiche soggette al vincolo delle Belle Arti.

La legge lascia però alcuni punti dolenti. Intanto la sovrapposizione con il codice del paesaggio, che prevede anch’esso una procedura per il riconoscimento formale degli alberi monumentali di interesse nazionale, poi stabilisce una procedura molto lunga e complessa per ottenere tale riconoscimento e delega in toto la stesura della lista agli enti amministrativi locali.

Già inattuata da 3 anni la snella stesura delle liste prevista dal codice del paesaggio, si suppone che questa più complessa procedura resterà parimenti inattuata.

Paradossalmente, la legge nazionale prevede una pena con reclusione da 1 a 4 anni per chi danneggia alberi monumentali di interesse nazionale, ma di tali alberi non esiste lista ufficiale nazionalmente riconosciuta.

Giulia Orlando
13 febbraio 2013

Fonti: gaianews.it, corpoforestale.it, wikipedia.it

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Major Oak, villaggio di Edwinstowe, Foresta di Sherwood, Nottinghamshire, Inghilterra (wikipedia)

Le norme per la tutela degli alberi monumentali sono molte e molto articolate. Peccato che i provvedimenti di attuazione segnino il passo oramai da parecchio tempo.

Le leggi regionali sono decide, tutte facenti riferimento a due leggi nazionali, ma le autorità competenti per i controlli, sia regionali che statali, sono  sostanzialmente ferme al palo.

Il  primo censimento degli alberi monumentali in Italia è stato portato a termine dal Corpo Forestale dello Stato circa 30 anni fa, nel 1982.

Secondo il censimento, 22mila erano gli alberi monumentali di particolare interesse, di cui 2000 di grande interesse e solamente 150 di eccezionale valore. Il censimento effettuato rendeva possibile la tutela di questo grande patrimonio, ma la tutela era in realtà affidata principalmente alla sensibilità dei proprietari dei terreni in cui erano localizzati gli alberi monumentali di interesse nazionale e a quella degli operatori forestali.

Sanzioni successive alla distruzione, come previsto dal Codice Penale, per deturpazione o distruzione di bellezze naturali è stata lasciata a casi particolari anche perché gli alberi monumentali si trovano in larga parte in zone sottoposte a speciali vincoli.

Nel momento in cui la tutela degli alberi monumentali è stata passata alle singole regioni,  di fatto sono previste solo sanzioni pecuniarie poiché la normativa regionale può imporre solo sanzioni di tipo amministrativo e non penale.

Successivamente è stata demandata alle Regioni anche la compilazione delle liste riguardanti gli alberi di interesse monumentale, e se in alcune regioni c’è stato un notevole avanzamento, in altre regioni invece al momento la situazione è un nulla di fatto.

Dopo oltre tre anni di adempienza da parte di alcune regioni, solo poche delle quali avevano stilato apposita lista, è stato approvato, ed entrerà in vigore il 16 febbraio 2013, un disegno di legge in merito alla tutela di questo patrimonio naturalistico di interesse nazionale, accumunato alle grandi opere storiche ed artistiche soggette al vincolo delle Belle Arti.

La legge lascia però alcuni punti dolenti. Intanto la sovrapposizione con il codice del paesaggio, che prevede anch’esso una procedura per il riconoscimento formale degli alberi monumentali di interesse nazionale, poi stabilisce una procedura molto lunga e complessa per ottenere tale riconoscimento e delega in toto la stesura della lista agli enti amministrativi locali.

Già inattuata da 3 anni la snella stesura delle liste prevista dal codice del paesaggio, si suppone che questa più complessa procedura resterà parimenti inattuata.

Paradossalmente, la legge nazionale prevede una pena con reclusione da 1 a 4 anni per chi danneggia alberi monumentali di interesse nazionale, ma di tali alberi non esiste lista ufficiale nazionalmente riconosciuta.

Giulia Orlando
13 febbraio 2013

Fonti: gaianews.it, corpoforestale.it, wikipedia.it

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