DSM: le novità introdotte nella nuova edizione

Vedi anche: DSM: cosa non viene (più) considerato disturbo mentale

novità-dsmNella nuova edizione del DSM, in uscita a maggio, tra i disturbi alimentari è stato incluso il “binge eating”, che consiste nel mangiare troppo e senza sensi di colpa. Il mangione in questione è in sovrappeso, ma non si lamenta, a differenza del bulimico che, dopo essersi abbuffato, sente di aver sbagliato e cerca di eliminare il cibo in eccesso attraverso vomito e uso di lassativi. Il “binge eating” assume quindi una posizione di ruolo e non può marginale, come nella scorsa edizione del manuale, in cui compariva solo nell’appendice.

Un altro disturbo introdotto è il “disruptive mood dysregulation disorder” (DMDD), ovvero quello che potremmo chiamare disregolazione dei bambini facilmente irritabili e soggetti a scatti di rabbia tre o più volte alla settimana per un periodo superiore all’anno. L’aggiunta di questa novità ha come scopo quello di aiutare i minori affetti da disturbo bipolare, il cui numero sembra essere in aumento.
I disturbi ossessivo-compulsivi si arricchiscono di due nuove patologie: lo “skin picking disorder” (dermatillomania), ovvero il disturbo di escoriazione e  l’”hoarding disorder”, che colpisce quelle persone che mostrano difficoltà a privarsi delle loro cose, anche se non le usano più e se hanno perso valore.

Nell’ambito dei disturbi specifici dell’apprendimento vengono introdotte la sindrome psicotica attenuata, in cui la persona manifesta sintomi simili alla psicosi (ad esempio sentire delle voci), ma è in grado di distinguere realtà ed immaginazione, il disturbo da uso di videogiochi, che consiste nella dipendenza dai giochi on-line e il comportamento autolesionistico non suicidiario, che colpisce quelle persone che, nonostante presentino comportamenti autolesionistici, non hanno intenzione di suicidarsi.

Krizia Ribotta
10 gennaio 2013

Vedi anche: DSM: cosa non viene (più) considerato disturbo mentale

novità-dsmNella nuova edizione del DSM, in uscita a maggio, tra i disturbi alimentari è stato incluso il “binge eating”, che consiste nel mangiare troppo e senza sensi di colpa. Il mangione in questione è in sovrappeso, ma non si lamenta, a differenza del bulimico che, dopo essersi abbuffato, sente di aver sbagliato e cerca di eliminare il cibo in eccesso attraverso vomito e uso di lassativi. Il “binge eating” assume quindi una posizione di ruolo e non può marginale, come nella scorsa edizione del manuale, in cui compariva solo nell’appendice.

Un altro disturbo introdotto è il “disruptive mood dysregulation disorder” (DMDD), ovvero quello che potremmo chiamare disregolazione dei bambini facilmente irritabili e soggetti a scatti di rabbia tre o più volte alla settimana per un periodo superiore all’anno. L’aggiunta di questa novità ha come scopo quello di aiutare i minori affetti da disturbo bipolare, il cui numero sembra essere in aumento.
I disturbi ossessivo-compulsivi si arricchiscono di due nuove patologie: lo “skin picking disorder” (dermatillomania), ovvero il disturbo di escoriazione e  l’”hoarding disorder”, che colpisce quelle persone che mostrano difficoltà a privarsi delle loro cose, anche se non le usano più e se hanno perso valore.

Nell’ambito dei disturbi specifici dell’apprendimento vengono introdotte la sindrome psicotica attenuata, in cui la persona manifesta sintomi simili alla psicosi (ad esempio sentire delle voci), ma è in grado di distinguere realtà ed immaginazione, il disturbo da uso di videogiochi, che consiste nella dipendenza dai giochi on-line e il comportamento autolesionistico non suicidiario, che colpisce quelle persone che, nonostante presentino comportamenti autolesionistici, non hanno intenzione di suicidarsi.

Krizia Ribotta
10 gennaio 2013

One thought on “DSM: le novità introdotte nella nuova edizione

  • francescabusa says:

    Nel nuovo DSM vengono introdotte nuovi disturbi e riclassificati alcuni precedenti, come il disturbo post traumatico da stress; questa ultima revisione è stata però pesantemente criticata da eminenti studiosi americani, che hanno denunciato la “medicalizzazione forzata” dei bambini ed il legame troppo stretto tra la ricerca clinica e le case farmaceutiche (correlazione per altro pesantemente criticata anche nel numero di febbraio di “Le scienze”, versione italiana dela rivista “Scientific American”).

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