Ambiente

La raccolta differenziata, l'ennesimo segno di inefficenza.

Un tema molto affrontato è quello della raccolta differenziata. Esistono diversi pensieri in materia ognuno dei quali può essere considerato giusto o sbagliato, positivo o negativo, logico od illogico. C'è chi si schiera a favore, chi ne è

Un tema molto affrontato è quello della raccolta differenziata. Esistono diversi pensieri in materia ognuno dei quali può essere considerato giusto o sbagliato, positivo o negativo, logico od illogico. C'è chi si schiera a favore, chi ne è indifferente ed ancora chi ne è contrario o addirittura avverso. E' molto importante capire le ragioni, il più delle volte basate su conoscenza ed esperienza, fattori che, in Italia, vengono illustrati secondo l'ottica che più fa comodo e che paradossalmente vede come protagonista il business che si cela dietro essa.

Molti sostengono che fare la raccolta differenziata significa salvaguardare l'ambiente, tutelarlo e contribuire ad un Italia migliore. Secondo quest'ottica contribuire a differenziare i rifiuti aiuta un efficente smaltimento, una versatile gestione del sistema dei rifiuti e permette rapidamente di riciclare il materiale.

Tanti altri sono dell'idea che fare la raccolta differenziata altro non sia che il solito raggiro al cittadino. Un raggiro di dimensioni spropositate: perché inculcato attraverso i media, perché obbligato attraverso delle leggi, perché preteso impropriamente. Questa corrente di pensiero di primo impatto è quasi incomprensibile, forse criticabile, ma se lo si vuole fare bisogna analizzare una serie di fattori e di dati chiedendosi anzitutto "perché" si arriva ad essere contrari ed avversi alla raccolta differenziata.

E' importante sottolineare e premettere che la gestione della raccolta non è affidata a degli ambientalisti, ma a delle "spietate" società che dell'ambiente hanno un interesse relativo, quasi frivolo. Il loro scopo è quello di monetizzare attraverso un lavoro, un lavoro che non ha retribuzione, mediante il quale loro guadagnano e che, sopratutto, grava sulle spalle del cittadino. La critica viene dal momento in cui non è più lo stato a gestire l'immondizia ma il privato che impone le sue regole e diventa quasi padrone di tutto ciò che, molto semplicemente, viene buttato. Basti vedere l'entrata in vigore delle nuove leggi tramite le quali sarà possibile infliggere salate sanzioni a tutti coloro i quali non inseriranno, secondo la formula indicata, il pattume nel cassonetto corrispondente. Le modalità di ricerca saranno mediate da appositi team che rovisteranno i sacchi alla ricerca di dati ed informazioni personali. Girando nella rete vi sarà possibile leggere lamentele di cittadini "raggirati" da questo nuovo sisetma.

Diverse sono invece le dinamiche dei paesi dell'unione europea e non. Vorremmo cominciare citandovi l'Australia dove l'immondizia te la vengono a prendere a casa ed è gratuito (visto che poi, riciclando i rifiuti, si rifanno autonomamente, rientrando pure largamente). O come succede dai nostri "vicini" di continente i Norvegesi che, con i loro distributori, vengono pagati per smistare alcun materiali come lattine o bottiglie. Vi alleghiamo quindi un video preso dal web sottolineando, per coloro che non ci sono stati, che nei paesi scandinavi queste macchine per i rifiuti sono numerose ed al quanto comuni.

httpv://www.youtube.com/watch?v=KK1oslkabxc

Chi non la farebbe così?

Insomma da un opposto all'altro ed aimé la nostra Italia è sempre dal lato sbagliato. Voi cosa ne pensate di questa raccolta? Giova davvero al cittadino?