
AirPod in Italia: il primo stabilimento sarà a Cagliari
- Morena Lolli
- 7 Febbraio 2013
- Ambiente, Ambiente & Natura
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Lo sviluppo industriale e tecnologico del secolo scorso è stato declinato con la motorizzazione di massa, cosa che rende oggi inevitabile, per declinare uno sviluppo sostenibile, mettere proprio la motorizzazione dei cittadini al centro di un virtuoso processo di miglioramento delle condizioni ambientali.
Miglioramento che non si limita ad essere una mera sostituzione di tecnologie inquinanti con tecnologie meno inquinanti, ma che comporta un vero e proprio cambio di orizzonte.
Ci sono momenti e ci sono innovazioni tecnologiche che hanno in sé la potenzialità di fungere da traino a processi virtuosi di miglioramento ed è importante coglierne tutte le enormi potenzialità. Una di queste innovazioni è senza ombra di dubbio la nuova AirPod, l’automobile ad aria compressa che affianca prestazioni più che accettabili ad un consumo ridottissimo, ad una alta affidabilità, alla possibilità di costruire un tessuto produttivo che sia anch’esso uno stimolo ad miglioramento sociale ed ambientale.
La nuova AriPod, la prima automobile ad aria compressa, nasce finalmente dopo 5 anni di studio ed è ora disponibile per il mercato anche italiano.
L’AirPod nasce da un progettato della azienda francese Mdi, che ha trovato un partner fondamentale nel colosso indiano Tata e che finalmente ora prevede la vendita dei primi modelli di auto ad aria compressa, cui seguiranno modelli più potenti, come sappiamo da Cyril Negrè, il progettista francese che ha ideato l’auto.
Il progetto è quello di uscire inizialmente sul mercato con una city car leggera: leggera come peso, leggera come costi di consumo, leggera come prezzo.

Solo 7000 euro per un quadriciclo leggero, quelli omologabili per essere guidati da 16enni ma che possono diventare vere e proprie alternative all’ auto a combustione per l’ utilizzo urbano.
Il motore ad aria compressa non si limiterà quindi all’AirPod, che è solo il primo dei mezzi leggeri, ma saranno presto in produzione diversi modelli, dalla berlina famigliare, al minibus, al trattore, al container. Addirittura il motore è disponibile anche a parte, per poter funzionare da generatore in caso di emergenza.
I dubbi sicuramente restano molti e non sarà facile dissiparli, proprio perché attorno all’automobile si è costruito il mito del progresso anche nel nostro paese: occorre un segno deciso, una svolta che mostri con decisione che coniugare tutela ambientale con le necessità della vita moderna, non solo è possibile, ma è facile, conveniente e vincente da molti punti di vista.
Accanto alla adozione di auto non inquinanti, infatti, si apre la possibilità di un circuito economico e sociale virtuoso che parte dalla scelta, innanzitutto, di non utilizzare concessionarie e fabbriche centralizzate, ma di installare molte piccole officine locali in cui avverrà la costruzione delle auto.
Non solo un abbattimento di costi, di consumi , di emissioni inquinanti solo per il trasporto, ma invece una rafforzamento del tessuto produttivo locale: molte piccole officine che non solo costruiranno, ma che permetteranno un rifiorire delle piccole officine dedicate alla manutenzione delle auto.

Un auto veicolo che non è solo un auto veicolo ma un vero e proprio modo diverso di pensare ad una mobilità nel rispetto dell’ambiente e con una integrazione economica e sociale sul territorio: prodotti nati per essere utilizzati in loco, prodotti che con il loro utilizzo rispettino l’ecosistema locale.
Uno dei punti cardine da sviluppare accanto alla nascita di officine addette sarà l’approvvigionamento anche se è ovvio che si potrà caricare autonomamente l’auto anche a casa. In questo caso i costi saranno lievemente superiori: con un solo euro, infatti, è possibile fare circa 100 km, un abbattimento dei costi di gestione che, accanto al prezzo di vendita davvero irrisorio, attorno ai 7 mila euro, rende l’ AirPod una delle novità più attese e non ci vorrà molto per vedere le city car circolare numerose anche in Italia.
Sicuramente non è l’idea di un motore ad aria compressa ad essere vincente in o innovativa in se stessa, ma è il connubio fra costo ridotto, costi di gestione davvero irrisori, possibilità di innescare un meccanismo economico virtuoso attorno alla costruzione ed alla manutenzione.
Come design, il veicolo ricorda molto da vicino la famosa Isetta disegnata nel dopoguerra dalla Iso su licenza della BMW, e che faceva 100 km orari con 3 litri. Un design mirato essenzialmente al risparmio dei costi, cosa che fece dell’ Isetta l’auto monocilindrica più venduta di tutti i tempi con circa 170 mila esemplari, il che permise di salvare la BMW che versava in brutte acque nel dopoguerra.
La linea della AirPod richiama non a caso quella della Isetta le cui intuizioni nel design derivavano direttamente dalla aereonautica e dal design delle auto sportive, anche se nella AirPod le ruote gemellate della versione quadriciclo sono poste nella parte anteriore anziché nella parte posteriore.

Il pieno, una ricarica del compressore della durata di 3 minuti, potrà essere fatto anche a casa dachi possiede un compressore.
Per la versione più potente, che raggiunge gli oltre 300 km di autonomia ed è strutturata come una vera e propria auto, è previsto un piccolo motore a benzina.
I punti di forza di questa innovativa auto sono quindi: un abbattimento notevolissimo delle missioni inquinanti, ovvero la spesa energetica è solo quella della ricarica del compressore, il non utilizzo di batterie che, nelle auto elettriche, sono il punto dolente.
Da una concomitanza di problemi gravi e addirittura gravissimi, come una grande e diffusa crisi economica che, per la prima volta dal dopoguerra, torna a mettere in forse la possibilità di spostamento dei cittadini , sia per i costi dei veicoli in se stessi che per il costo esorbitante dei consumi, ed una situazione ambientale vicina al collasso per l’alto numero di sostanze inquinanti disperse nell’ambiente con la AirPod si può innescare un meccanismo virtuoso che ricalca in qualche modo il meccanismo proprio della industria automobilistica.

La produzione il loco favorirà lo sviluppo delle diverse realtà locali, a partire dal primo stabilimento italiano che sarà a Cagliari cui seguiranno un‘ altra ventina di stabilimenti in cui le auto, ricordiamo, saranno non semplicemente assemblate ma realmente costruite.
Un’auto economica, pensata per costare poco e per diffondere sempre più una mobilità che sia il più possibile sostenibile. Il target preferenziale per il modello leggero sono senza dubbio i giovani, lo dice il joystick per la per la guida e lo dice il nome.
Unica nota negativa della versione più leggera sono le ruote gemellate davanti che offrono la stabilità di 4ruote e permettono di andare a velocità elevate, ma non offrono ovviamente la stessa stabilità di una normale 4 ruote, il che spiega anche la limitazione di velocità ad 80 km/h, molto più che sufficienti per una city car.
Morena Lolli
7 febbraio 2013